Intervista “Maria Luisa la Duchessa Infanta”

INTERVISTA ALLA SCRITTRICE PROF.SSA NADIA VERDILE

E ALL’ATTRICE DAFNE RAPUANO

A cura delle Allieve della Cl. 4 Es Arte e Restauro delle Opere Pittoriche

ALICE D’AMBROSIO e LOREDANA ELENA SOLOMON

Libro di Nadia Verdile ” Maria Luisa la Duchessa Infanta”

Da Madrid a Lucca una Borbone sullo Scacchiere di Napoleone

Maria Pacini Fazzi Editore

La vita di uno studente, è spesso incentrata sullo studio, però delle volte, proprio dallo studio,arrivano delle sorprese piacevoli daesperienze inattese.

Quando la Prof.ssa Statile ci ha chiesto la disponibilità per conoscere e intervistare Nadia Verdile, ci siamo chieste se fosse stata la cosa giusta, e detto francamente, non sapevamo nemmeno da dove iniziare. Poi è successa una cosa molto particolare. Dopo aver accettato la sua proposta, ed esserci informate sull’Autrice e il suo libro, siamo arrivate al Circolo dei Lettori con un po’ d’emozione e un po’ di timore. Abbiamo conosciuto tre donne che non ci tiriamo indietro dal definire meravigliose;Nadia Verdile, Dafne Rapuano e Lella Buzzanca.

Ma iniziamo dal principio l’avventura è iniziata alle quattro di un caldissimo 8 giugno torinese.

La Dott.ssa Lella Buzzanca introduce la presentazione del libro, “Maria Luisa la Duchessa Infanta” in una maestosa sala affrescata, e subito entra in scena proprio lei : Maria Luisa, in un abito sfarzoso tipico dell’epoca in cui è vissuta. Ella ci rapisce e ci coinvolge in un avvincente quanto commovente racconto della sua vita: piena di dolori, sofferenze, ostacoli, con una sola gioia: un marito amorevole che la lascerà vedova a 21 anni, sotto le grinfie di un perfido Napoleone che le renderà la vita un incubo infinito.A vestire i panni di Maria Luisa di Borbone, infanta di spagna, è la figlia di Nadia Verdile, Dafne Rapuano: attrice impeccabile e bella quanto brillante. Al terminare del monologo di Dafne, la Dott.ssa Lella Buzzanca intervista la Prof.ssa Verdile. Conclusa la conferenza ci rechiamo in un luogo più appartato per fare l’intervista.

La prima a rispondere alle nostre domande è la Prof.ssa Nadia Verdile.

D: Sappiamo che le è sempre interessato il tema della condizione della donna nella storia e nella società , come è nato questo interesse ?
R: Il mio interesse verso questo argomento è nato casualmente in mezzo ai bachi di scuola , tra il ’78-’79, grazie ad un diario che conteneva pensieri del periodo femminista, nel quale ho vissuto la mia adolescenza . Questa passione è cresciuta nel tempo fino ad arrivare a presentarne la tesi dell’università.

D: Quanto sente suo il personaggio di Maria Luisa? Ci sono dei lati affini?

R: Molto vicina per via della sua determinazione . Proprio come lei , credo in Dio e nella giustizia divina.

D:I media e la società impongono un certo modello di donna , cosa vorrebbe dire alle giovani che ogni giorno vengono bombardate da questi canoni , che le costringono spesso a sentirsi inadeguate o/e deboli ?

R: Bisogna credere in se stessi e non lasciarsi condizionare dagli altri .Volersi bene è una cosa molto importante , che ai giorni nostri viene dimenticata da molte.

D: Tra tutte le donne importantie note nel corso della storia , perchè ha scelto proprio Maria Luisa di Borbone ?
R: Perchè nessuno aveva mai parlato di lei. Ho trovato poche notizie sul suo conto , molte delle quali negative e sbagliate. Mentre su Elisa Bonaparte , rivale dei Borbone di Spagna , ho trovato molto materiale anche elogiativo , su Maria Luisa ho trovato poco e niente , per di più del materiale che la descriveva in maniera sbagliata rispetto a ciò cherealmente lei era.
D: Lei è professoressa , giornalista , scrittrice , mamma e prima di tutto donna , in quale di queste vesti ha dovuto lottare maggiormente per i suoi diritti?

R:Sicuramente non nell’ambito scolastico , in quanto lavoro ormai molto neutrale e favorevole all’ambiente femminile. Riguardo alla maternità lo ritengo un ruolo completamente al femminile , nel quale non necessito di lottare per me e mia figlia. Nell’ambito del giornalismo , al quale nonostante tutto sono onorata di appartenere , si lasciano alle donne ruoli specifici come la cronaca rosa , senza dar loro l’opportunità di spaziare in ambiti più concreti , proprio come accade nella politica in cui per un errore grammaticale che non si dovrebbe commettere una ministra viene chiamato ministro . Ogni ruolo di potere non concede spazio alla donna.

D:Potrebbe leggerci e commentarci la parte del libro che la rappresenta meglio?

R: Il dolore che ha dovuto sopportare Maria Luisa nel momento in cui l’hanno divisa da suo figlio per ogni madre è inimmaginabile, non riuscirei a resistere alla distanza forzata da Dafne, mia figlia.

Finita l’intervista a Nadia Verdile, la nostra curiosità ci ha spinte a fare una breve intervista anche a Dafne:

D: come ti senti rispetto a cio che la Prof.ssa Verdile vuole comunicare nel suo libro e cosa ti ha trasmesso delle sue idee?

R: Mia mamma mi ha trasmesso moltissimo delle sue idee, ed averla al mio fianco è un vantaggio, condivido con lei molti valori, siamo come due spalle che si appoggiano l’una all’altra.

D: Hai dovuto interpretare il ruolo di Maria Luisa di Borbone, come ti senti rispetto al suo personaggio? Avete dei punti in comune?

R: non è stato semplice interpretarla, siamo due realtà molto diverse, ma l’esperienza è stata molto coinvolgente, in quanto la sua personalità concerne esperienze molto forti.

D: “…usano il mio cognome per deridermi, e il mio sesso per insultarmi…”, queste le parole di Maria Luisa: vi è mai capitata una situazione simile? Come l’avete affrontata? Cosa direste alle ragazze che subiscono questa angheria?

R di Nadia: tutte quante partiamo senza alcun handicap. Per me è stato difficile pur sfruttando il periodo del femminismo. Invece per quanto riguarda dafne, io provo a darle gli stessi diritti di un ragazzo qualsiasi della sua età, come ad esempio: lasciarla rientrare dalle uscite serali molto tardi. E’ molto difficile farlo, non per colpa sua, ma per via degli altri, perchè è molto strano ai loro occhi vedere una ragazza fuori di casa a tarda ora, ma l’ignoranza degli altri non deve ricadere sulla libertà di mia figlia e delle altre ragazze, è per questo che penso che se altre mamme lasciassero la stessa libertà alle loro figlie, questo pensiero estremamente sessista, muterebbe.

R di Dafne: Come diceva mia mamma, dalla mia famiglia ottengono gli stessi diritti di un qualsiasi ragazzo, il vero problema è il mondo esterno, per il quale una ragazza che ha la stessa libertà di un uomo è mal vista, tutto ciò è perchè non capiscono, ed è proprio qui che entriamo in gioco noi: dobbiamo far capire che è giusto così e spiegarne le motivazioni, bisogna combattere.

L’enorme disponibilità dell’autrice e di sua figlia, ha significato molto per noi, così come la loro voglia di giustizia. Abbiamo incontrato alcune persone che di Nadia Verdile hanno un ricordo bellissimo, per questo abbiamo deciso di riportare un commento di una sua ex alunna, Alessandra Tescione:

Ho conosciuto la prof.ssa Verdile nel 2000 quando ho iniziato il mio primo anno presso l’ Istituto Statale d’Arte “S. Leucio” di Caserta. Sono passati molti anni dal diploma conseguito nel 2005 ma ho ricordi vivissimi che ancora mi commuovono ed entusiasmano. Una donna dal carattere carismatico, ricordo che ascoltavo le lezioni di storia ed italiano con attenzione perchè riusciva veramente a trasmettere all’alunno la sua stessa passione. Con molta sincerità ammetto che fu proprio lei a trasmettermi l’amore verso la lettura. Ricordo quando ci chiese di leggere, durante le vacanze estive, “l’ Esclusa di Pirandello”, ne fui entusiasta nonostante la difficoltà del romanzo. Mai ad immaginare che quello sarebbe stato solo tra i primi libri che adesso occupano la mia personale libreria e che avrei sentito il desiderio di conoscere nuove storie della letteratura.

La Prof.ssa Verdile è stata colei che ha modellato la mia cultura e la mia personalità in un momento adolescenziale, che sappiano tutti quanto sia difficile, ma soprattutto con lei è nata in me la consapevolezza di essere donna, attraverso le attività in cui ci ha coinvolto, narrandoci le vite di donne straordinarie senza mai dubitare che anche la nostra poteva essere una vita straordinaria se si seguono le proprie ambizioni e soprattutto se si rispetta la nostra persona.

Nel 2007 mi ha contattato per partecipare all’evento Le utopie delle donne presso il Real sito del Belvedere di S.Leucio Caserta per una mostra in collaborazione con altri tre artisti. Fu la mia prima mostra presentata come artista, ero impacciata e le opere che proposi oramai non mi appartengono più, ma fu per me una grande soddisfazione e ancora adesso le sono riconoscente per aver creduto in me, nella mia espressività.

Ora vivo a Perugia, mi dimeno nella realtà artistica odierna con indipendenza e maturità, nonostante le avversità della vita e della società. E se penso alle persone che hanno fatto parte della mia vita e che adesso sono anche parte di ciò che sono, Nadia Verdile di sicuro è tra queste. .

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