Scritti sull’educazione di Bertrand Russell

Auguro un buon anno scolastico con alcuni brani tratti dagli scritti di Bertrand Russell.

«Chi rispetta gli altri non penserà minimamente che sia suo dovere “plasmare” i giovani: egli sente in tutti gli esseri viventi, ma in modo particolare in quelli umani e soprattutto nei fanciulli, un qualcosa di sacro, di indefinibile, di limitato, qualcosa di individuale e di stranamente prezioso, il principio della vita che cresce, un frammento incarnato dello sforzo silenzioso del mondo».

«Certamente gli Stati, le Chiese e le grandi istituzioni loro sottoposte non dirigono l’educazione secondo il principio del rispetto dei fanciulli. Il fine precipuo in educazione non è quasi mai il ragazzo o la ragazza, il giovane o la giovane, ma quasi sempre e in un certo modo il mantenimento dello status quo».

«Chi non ha mai insegnato non è in grado di immaginare le energie che si spendono in una educazione veramente viva, e ritiene che agli insegnanti si possa giustamente richiedere un numero di ore di lavoro pari a quello degli impiegati di banca. Il risultato di una situazione del genere è dovuto a una stanchezza intensa, un’acuta sensibilità nervosa e un’assoluta necessità di svolgere il lavoro quotidiano in modo meccanico. È ovvio però che l’attività dell’insegnante non può svolgersi meccanicamente, salvo che non si esiga l’obbedienza».

«Fra insegnante e alunno dovrebbe stabilirsi un rapporto amichevole in luogo di uno ostile, un riconoscimento da parte degli scolari che l’educazione giova a sviluppare la loro vita e che non è una mera imposizione dall’esterno, la quale impedisce di giocare e richiede molte ore di immobilismo».
B. Russell, Scritti sull’educazione (1916 – 1931)

IL DIRIGENTE SCOLASTICO
Dott. Giovanni LA ROSA
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